sabato 09 maggio 2015

salone del mobile di Milano

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Quest’anno, come tutti gli anni, siamo stati al salone del mobile di Milano, sempre carichi di aspettative per questo evento che richiama migliaia di visitatori da tutto il mondo e che rappresenta il meglio per l’arredamento in fatto di design, prodotto, innovazione di processo. In treno abbiamo fatto la piacevole conoscenza di una signora di una azienda di materassi del Pistoiese in Toscana che ci ha guidati fino all’entrata della Fiera. Dopo i saluti e i convenevoli, ci siamo immersi nella visita degli stand per scoprire tendenze e novità sul mobile, sull’illuminazione, sull’outdoor, sull’arredamento per ufficio.Forse perché festeggiava i suoi ottanta anni, lo sforzo maggiore è stato fatto a nostro parere dalla “Molteni” che ha interpretato un nuovo modo di concepire l’arredamento, con delle librerie su fili di acciaio molto particolari. “Poltrona Frau” rimane un’azienda di grande eleganza e interpreta il lusso in maniera impeccabile, nell’uso del pellame, nei colori sempre molto morbidi, negli allestimenti molto curati. Un discorso a parte merita la “Lago arredamenti”, che con le sue partnerships ha cercato di andare incontro alle esigenze abitative dei giovani con proposte colorate e diversamente modulabili, esponendo dei pezzi e dei sistemi veramente unici. Proprio l’unicità ci è sembrata il tema dominante nei vari stand di complementi d’arredo, dove abbiamo visto vere e proprie opere d’arte, dalla “Riva 1920” fino a tutte le aziende del fuori salone che, cercando di stupire, hanno ravvivato l’evento espositivo. Ma il leit-motiv della maggioranza delle grandi aziende è stata la prudenza. Tutte le collezioni presentate hanno evidenziato la consapevolezza delle imprese nel capire che prima di ogni salto di creatività nella proposta di arredo ci sono le macchine operatrici da far andare. Per questo motivo di sottofondo non ci sono state grandi novità tali da dire “wow!”. Anche i colori scelti sono stati di tonalità simili a quelle della terra; colori sempre molto caldi, rassicuranti e non accesi, a testimonianza della volontà del non osare.In definitiva, non sono state molte le aziende che hanno fatto uno sforzo progettuale e alla fine della giornata ci è rimasto il pensiero di un salone che ha mostrato una proposta rassicurante, sotto tono, che risente di anni di crisi pesanti, senza quelle spinte sognatrici e innovative che secondo noi sono e restano la forza dell’industria del mobile italiano, industria che sa anticipare e interpretare al meglio le nuove tendenze dell’abitare.